venerdì 16 aprile 2010

I codici di errore della posta elettronica


Alle volte capita che dopo aver inviato una mail, ci arrivi un messaggio in inglese che fa riferimento alla mail mandata; si tratta dei cosiddetti DSN (cioè i Delivery Status Notification), in pratica dei messaggi generati automaticamente dal server di posta che ci informano dei problemi riscontrati durante l'invio della mail.
Un messaggio di questo genere indica che la mail che abbiamo inviato non è stata recapitata correttamente.


I più tipici messaggi che possiamo ricevere sono:
Mailbox full: indica che la casella a cui stiamo scrivendo ha raggiunto la capienza massima di ricezione e non è in grado di riceve ulteriori messaggi.
Bad Destination Mailbox Address (oppure può essere User Unknown): indica che l'indirizzo al quale stiamo scrivendo non esiste.
Routing server failure oppure invalid domain name syntax: indica che il nome del dominio (la parte scritta a destra del simbolo @), non è corretta (magari ci siamo dimentica di indicare l'estensione, tipo @libero al posto di @libero.it)
Message too big: il messaggio ha dimensioni superiori a quelle che il server può gestire (magari ha un allegato troppo pesante).
Other or undefined protocol status (e similari): indica un problema sul server (può essere un problema temporaneo)
Action: failed: indica genericamente che la mail non è stata inoltrata, in genere si accompagna ad un errore di quelli indicati prima.
Delivery time expired: in pratica il tempo a disposizione del server per consegnare la posta è scaduto senza essere riuscito a completare l'operazione; questo errore si riscontra a volte cercando di scaricare la posta da server gratuiti (spesso capita con libero) e una mail con un allegato pesante "blocca" la ricezione (si consiglia in questo caso di accedere alla propria posta via web e sbloccare la mail).

martedì 6 aprile 2010

Navighiamo tranquilli: i browser

Browser, un programma spesso poco considerato. Se state leggendo queste righe lo state utilizzando, si tratta del famoso Internet Explorer, l'icona con la e azzurra che ci permette di arrivare alle pagine web. Il browser web (navigatore web) è il programma in grado di visualizzare le pagine create con i linguaggi presenti sul web (tipicamente il linguaggio html) e per questo indispensabile per navigare su internet.
Quello che spesso si ignora è che, per visualizzare correttamente le pagine web (composte da numerosi oggetti multimediali), tale programma necessita di "aggiunte" (plugin) che ne potensiano le funzionalità: tali estensioni possono essere programmi (Adobe Reader per i file pdf, ad esempio) oppure integrazioni (Flash Player, per i filmati in formato flash). Spesso questi plugin vengono aggiornato e sarà dunque necessario scaricarne la versione più recente (sempre dal sito ufficiale del produttore), per evitare di avere dei "buchi" nelle pagine che visualizziamo.
Di contro non è raro trovare pericoli (i soliti virus e affini) presenti in plugin che arrivano da fonti poco chiare, per cui sempre attenzione a cosa si installa e preoccuparsi di avere un buon antivirus aggiornato.
Nell'elenco dei browser disponibili non abbiamo solo Internet Explorer (che è il programma di Microsoft), ma anche altri tra cui segnalo Firefox Mozilla (attualmente la migliore scelta disponibile) e Google Chrome.
Se volete approfondire l'argomento non esitate a contattarmi.

martedì 23 febbraio 2010

Recensione siti web: techassistance.it

Un servizio decisamente interessante quello proposto da Edizioni Master, già autrice di riviste del settore informatico: si tratta di una community di esperti in tecnologia a disposizione dell'utenza.
E' possibile porre una domanda e ottenere una risposta dagli esperti del team, navigare tra i quesiti già risolti interrogando il database integrato.
Il servizio è previsto sia in forma gratuita, con la possibilità di lanciare la propria domanda ed attendere la risposta, oppure un servizio a pagamento con la possibilità di ottenere assistenza in tempi rapidi.
Un buon punto di riferimento per chi si trova in difficoltà e non ha la possibilità di far intervenire un tecnico in zona.

Il sito è www.techassistance.it

venerdì 19 febbraio 2010

Windows 7, questo sconosciuto

Ritorniamo a postare nel blog dopo un periodo di pausa forzata, dovuta a molteplici corsi che ho tenuto nelle scorse settimane. Passano i giorni e le novità aumentano, così da avere un mucchio di notizie di cui parlare.
Per oggi mi limito a dare qualche informazione sul nuovo sistema operativo di casa Microsoft, ormai entrato stabilmente sul mercato.
Spesso, durante i corsi, la domanda più frequente è: "è il caso di passare a Windows 7?".
La risposta di solito è: dipende...
Non per evitare il discorso, ma perchè bisognerebbe considerare le esigenze dei singoli.
In linea generale però possiamo dire che bisognerà nel breve prendere in considerazione il passaggio al nuovo sistema operativo, sia per ottimizzare l'uso dei nuovi computer sia perchè il mercato lo imporrà ben presto (win XP è destinato a sparire).
Ma il nuovo sistema operativo è meglio del vecchio? direi di si, rispetto a Vista (che Microsoft sta facendo rapidamente uscire di scena), abbiamo un sistema con le stesse caratteristiche ma più "pulito" e meno esoso di memoria. Rispetto a XP è comunque una evoluzione (non fosse altro per sfruttare appieno la ram dei nuovi computer) e, passato il primo momento di disorientamento, non si può fare a meno di notare le innovazioni (spesso "copiate" dal nemico Apple!).
Avremo modo di analizzare il nuovo sistema, per ora limitiamoci a sottolineare la maggiore semplicità d'uso per l'utente medio, la grafica decisamente accattivante, la personalizzazione avanzata, un buon supporto delle periferiche e un occhio preferenziale per le applicazioni legate alla multimedialità.

martedì 5 gennaio 2010

La macchina del tempo

Iniziamo questo nuovo anno scoprendo alcune funzionalità del nostro sistema operativo (cambia poco quello che stiamo usando sia XP, Vista o 7) che spesso risultano poco conosciute.
La prima di cui parleremo è una utility che può recuperare situazioni di blocco del sistema a volte anche insormontabili: parliamo del ripristino di configurazione di sistema.
Si tratta di un programma di Windows che funzione come una sorta di "macchina del tempo", in grado di riportare il sistema operativo ad uno stato in cui tutto funzionava.
Il programma, quando è attivo, crea dei punti di ripristino nel momento in cui installiamo nuovi programmi, aggiorniamo il sistema o sostituiamo i driver: nel caso che una di queste operazioni vadano a creare problemi al sistema, possiamo ripristinare il tutto allo stato precedente, eliminando di fatto i problemi che si sono creati.
Ovviamente questo sistema ha dei limiti: siamo vincolati ai punti di ripristino automatici e spesso non è in grado di salvare la situazione se il problema nasce da un virus.
In ogni caso si tratta di un buona utility, da tenere in considerazione.

Per maggiori informazioni:
dal sito di Microsoft: modalità di attivazione e disattivazione del servizio

martedì 1 dicembre 2009

Il registro di sistema di Windows - parte 2

Dopo una presentazione del registro di sistema, entriamo ora nello specifico e cominciamo ad analizzare la struttura.
Abbiamo già visto che il registro è composto da una serie di cartelle chiamate Key (chiavi), che possono a loro volta contenere delle sottochiavi.
Vediamo le principali chiavi e le loro funzioni:

HKEY_CLASSES_ROOT
sono contenute le informazioni relative alle associazioni dei files

HKEY_CURRENT_USER
sono contenute le informazioni relativi ai dati all'utente connesso (variabili di ambiente, impostazioni e preferenze)

HKEY_LOCAL_MACHINE
sono contenute le informazioni sul nostro computer, sia per quanto riguarda i dati dell'hardware che per quelli relativi al sistema operativo.

HKEY_USERS
analogo all'altra chiave users, ma contiene le informazioni relative agli utenti non connessi.

HKEY_CURRENT_CONFIG
sono contenute le informazioni relative al profilo hardware usato dal sistema operativo all'avvio.

lunedì 9 novembre 2009

Le licenze dei software

Quando installiamo un programma sul nostro computer (un software) accettiamo implicitamente la licenza di utilizzo dello stesso anche nel caso di programmi gratuiti; quando acquistiamo un programma in realtà acquistiamo la licenza di utilizzo per quel programma, spesso anche per un periodo di tempo limitato.
Ogni programma, dunque, è legato ad una sua licenza di utilizzo che dovrà essere accettata prima della sua installazione. Utilizzando internet spesso ci imbattiamo in programmi di prova o rilasciati in forma gratuita, o con limitazioni. Vediamo quali possono essere le tipologie di licenza di software più comuni:

FREEWARE: si considera così un software rilasciato a titolo gratutito, può essere rilasciato con il suo codice sorgente (cioè con la possibilità, per chi è in grado di farlo, di poterlo modificare) oppure no a discrezione dello sviluppatore. Tale licenza permette la ridistribuzione. Esempi classici sono i visualizzatori (Adobe Acrobat Reader) e i browser (Mozilla Firefox)

TRIAL: si tratta di software di prova, rilasciati con limitazioni temporali per poter permettere all'utente di provarne le caratteristiche prima dell'acquisto. Alla fine del periodo di prova il software cesserà di funzionare e dovrà essere sbloccato. Esempi ce ne sono tanti, quasi tutti i software hanno una versione trial (Office 2007).

SHAREWARE: una forma di versione di prova rilasciata direttamente dallo sviluppatore all'utente, con limitazioni temporali o di funzionalità.

SOFTWARE LIBERO: si tratta di programmi "aperti", con la possibilità non solo di essere redistribuiti ma modificati per ampliarne le funzionalità. Esistono diverse licenze legate a questa tipologie che ne limitanto più o meno l'utilizzo (in genere comunque sempre poco restrittivo).
L'esempio più noto è quello di Linux, nelle sue varianti.

mercoledì 14 ottobre 2009

Dove sono i miei files?

Abbiamo già parlato di questo argomento, ma uno dei problemi più comuni, durante le assistenze, è vedere che quasi nessuno (nè privati nè imprese) si preoccupano di effettuare con una certa frequenza i backup, ovvero il salvataggio dei propri dati su supporti esterni al computer.
Quando se ne avverte la necessità, però, è perchè il danno è già fatto: capita che il nostro computer improvvisamente smetta di funzionare (per un virus, un danno al disco) e noi non riusciamo più ad accedere ai dati salvati su di esso. In genere si riesce ad effettuare un recupero ma con perdita di tempo e soldi.
Il metodo migliore è quello di organizzarsi anzitempo ed effettuare salvataggi con frequenza; le soluzioni sono molteplici:
  • masterizzazione di dvd: creare una copia su cd o dvd ci mette al riparo dai danni del disco anche se occupa più tempo; fondamentale, per chi salva le sue foto digitali sul disco, effettuare una copia delle stesse non appena scaricate dalla macchina digitale (ne avremo una copia originale, per recuperare uno scatto anche dopo un ritocco non riuscito bene);
  • hard disk esterno: il costo è dimnuito, la capienza aumentata, sistema rapido e veloce per conservare i dati su un supporto esterno, l'unico pericolo è la (possibile) rottura del disco: sistema comodo per backup frequenti.
  • hard disk virtuali: stanno aumentando i siti che offrono spazi consistenti online a disposizione dell'utente per l'archiviazione dei propri file: molti siti sono gratuiti (spazio limitato e necessità di accedere con fequenza prestabilita pena la perdita dei dati), ma anche quelli a pagamento hanno prezzi accessibili, sistema molto efficace che permette inoltre di avere a disposizione i propri dati su qualsiasi computer connesso a internet.

mercoledì 16 settembre 2009

Buone notizie da Google

Sta per entrare in funzione (per ora solo nell'area Labs) il nuovo servizio di gestione delle News di Google: si tratta di Google Fast Flip.
Un servizio di presentazione delle notizie suddivise in aree tematiche (Politica, Business, USA, Sport, Scienza e Tecnologia, Intrattenimento, Salute, Opinioni e Viaggi) visualizzabili in comode miniature che si rifanno alle testate dei giornali; le notizie sono prese dalle 30 migliori testate mondiali e si possono leggere "sfogliando" il giornale virtuale.
Sarà possibile ricercare all'interno dell'archivio delle notizie le informazioni tramite parole chiave.
Un look diverso dunque per essere sempre aggiornati su ciò che accade nel mondo: per ora il servizio è solo in inglese ma si può prevedere a breve anche il servizio in lingua italiana e l'ampliamento delle fonti.
Se volete dare un'occhiata, cliccate qui.

mercoledì 2 settembre 2009

La truffa dell'Agenzia delle Entrate

Uno dei sistemi più frequentemente utilizzati dai pirati informatici per "rubare" i dati relativi ad accessi bancari o carte di credito avviene tramite semplici e-mail: si tratta del cosidetto phising.
Il pirata di tunro confeziona una mail in cui, per uno specifico motivo, induce la vittima ad inserire i propri dati bancari su un modulo online: ovviamente tale modulo riporterà i dati direttamente al pirata. Detto così sembra impossibile cascarci, ma in realtà sono molti quelli, per poca conoscenza dei pericoli del web o per semplice fretta, rischiano la fregatura.
Una delle più recenti truffe phishing ha coinvolto (solo nominalmente si intende) l'Agenzia delle Entrate: in questo periodo a molti possessori di indirizzo mail è arrivata un messaggio che sembrava provenire dalla suddetta agenzia in cui si chiedevano i dati bancari per l'accredito di rimborsi fiscali. La truffa sfrutta due fattori: la "paura atavica" verso l'Agenzia delle Entrate (che mette in apprensione chi è in regola, anzi forse di più!) e il possibile recupero di denaro.
La mail, apparentemente regolare, rimandava però ad un sito fasullo (in questo caso facilemnte riscontrabile poichè l'indirizzo era legato ad altervista, noto fornitore di spazi web gratuiti).
Riporre dunque molta attenzione ai messaggi in arrivo e ricordarsi che mai una banca o un ente vi chiederanno dati bancari attraverso una mail.