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mercoledì 13 giugno 2012

Le 10 regole della sicurezza: 4 - le password

Chiunque utilizzi il web ha ormai capito l'importanza delle password: si tratta di codici segreti alfanumerici (cioè composti da testo e numeri, e a volte da simboli) che servono ad autenticarci, cioè a farsi riconoscere per accedere ad un determintato servizio. Abbiamo a che fare con decine di password: per accedere al computer, per la posta elettronica, per le-banking, per il sito di chat, per l'e-commerce, etc..
E' importante dunque porre un attimo di attenzione sia alla scelta che alla gestione di questi codici, che possono essere un fastidio ma che ci offrono un buon sistema di sicurezza. 
Intanto la scelta della password: il sistema migliore sarebbe quello di utilizzare un codice composto da testo e numeri senza un senso compiuto di almeno 8 caratteri (una cosa tipo afd456kkl8), anche se poi può risultare complicato da ricordare. Sarebbero da evitare tutti i dati riconducibili a noi stessi direttamente (nome del cane, data di nascita, nome della moglie, etc), e non usare la stessa password per tutti i servizi.,, specialmente quelli più delicati.
In ogni caso sarebbe opportuno modificare le password ogni tanto (la legge sulla privacy prevede ogni 3 mesi).
Anche la gestione delle password può essere a rischio: inutile scegliere password complesse, se poi si tengono in un file di word sul proprio pc che si chiama "le mie password"! meglio un quadernetto o agenda dove annotarle, oppure un software di gestione crittografato su chiavetta usb.
Il furto di password e di identità digitali è molto frequente e se spesso non è così "grave" come il furto dei codici di carta di credito, può essere fastidioso (spesso legato a identità di social network, con il risultato di avere qualcuno che si spaccia per noi su facebbok e simili), per cui poniamo un minimo di attenzione.

mercoledì 2 settembre 2009

La truffa dell'Agenzia delle Entrate

Uno dei sistemi più frequentemente utilizzati dai pirati informatici per "rubare" i dati relativi ad accessi bancari o carte di credito avviene tramite semplici e-mail: si tratta del cosidetto phising.
Il pirata di tunro confeziona una mail in cui, per uno specifico motivo, induce la vittima ad inserire i propri dati bancari su un modulo online: ovviamente tale modulo riporterà i dati direttamente al pirata. Detto così sembra impossibile cascarci, ma in realtà sono molti quelli, per poca conoscenza dei pericoli del web o per semplice fretta, rischiano la fregatura.
Una delle più recenti truffe phishing ha coinvolto (solo nominalmente si intende) l'Agenzia delle Entrate: in questo periodo a molti possessori di indirizzo mail è arrivata un messaggio che sembrava provenire dalla suddetta agenzia in cui si chiedevano i dati bancari per l'accredito di rimborsi fiscali. La truffa sfrutta due fattori: la "paura atavica" verso l'Agenzia delle Entrate (che mette in apprensione chi è in regola, anzi forse di più!) e il possibile recupero di denaro.
La mail, apparentemente regolare, rimandava però ad un sito fasullo (in questo caso facilemnte riscontrabile poichè l'indirizzo era legato ad altervista, noto fornitore di spazi web gratuiti).
Riporre dunque molta attenzione ai messaggi in arrivo e ricordarsi che mai una banca o un ente vi chiederanno dati bancari attraverso una mail.